MONICA PARIANTE ci svela i retroscena dell’adattamento di YATTAMAN il FILM

Cosa significa adattare un film? Quanto lavoro “invisibile” c’è dietro un film versione italiana? Quali criteri sono stati scelti e seguiti per Yattaman? Tutto questo e altro svelato in esclusiva per i fan di newbokan direttamente dall’adattatrice di Yattaman: Monica Pariante.
AGGIUNTO FILE AUDIO di 15 minuti

Fabio–  Conoscevi la serie yattaman a cartoni animati?
Monica– No.

Fabio–  Hai dovuto vedere qualche puntata del cartone?
Monica–  Si, ovviamente mi sono documentata.

Fabio–  Cosa hai pensato di fronte a questi personaggi così dementi?
Monica–  Mi hanno molto divertita.

Fabio–   Che differenza hai notato dal film al cartone?
Monica–  Per quanto film e cartone siano due prodotti ben diversi, ho trovato questo film molto aderente allo spirito del cartone. In più fotografia, luci,  scenografie, hanno un che di visionario, a tratti grottesco che gratifica la fantasia.

Fabio–      Cosa significa in pratica “adattare” e quali strade si possono scegliere?
Monica–  L’adattamento è la fase più delicata e complicata di un film. Adattare significa cogliere l’anima dei personaggi, la loro       essenza e restituirla nel modo più aderente possibile, fornendo agli attori/doppiatori un testo “recitabile”; per ottenere il risultato bisogna risolvere un’enorme quantità di scogli “tecnici”, il che richiede esperienza, cura e ovviamente la capacità di scrivere. Come dicono gli americani “se non è scritto non si recita”…

Fabio–      Il successo del cartone in Italia lo si deve anche all’adattamento. Per Yattaman il film quale stile di adattamento hai voluto utilizzare?
Monica–  Brillante, a tratti parodistico, aderente al film senza perdere di vista il cartone laddove tecnicamente possibile.

Fabio–      Che difficoltà ci sono state? Quali soddisfazioni?
Monica–  Le difficoltà che si incontrano in ogni lavorazione. Idem per le soddisfazioni quando le cose funzionano. Con l’aggiunta che intorno a questo film c’è stato molto amore e divertimento, il che non è mai da sottovalutare. Tra l’altro, per quanto possa sembrare poco attinente, sono buddista da vent’anni e conosco abbastanza lo spirito Orientale e certi valori, il che mi ha aiutata.

Fabio–      L’umorismo giapponese, i giochi di parola e riferimenti a eventi e personaggi specifici sono molto presenti in Yattaman. Come te la sei cavata? Hai dovuto modificare/inventarti qualche escamotage?
Monica–  Dobbiamo sempre “modificare” e inventarci degli escamotage: è nalla natura stessa del doppiaggio che, per quanto aderente all’originale, è per sua stessa natura una sovrapposizione e per renderlo “possibile” si devono fare dei “magheggi”. La difficoltà è riuscire a dare al pubblico quello che si aspetta o soprenderlo piacevolmente senza tradirlo.

Fabio–      A che livello è stato utile il supporto del fan club newbokan?
Monica–  Enorme. Grazie al fun club, il vostro entusiasmo mi ha dato una bella carica. Un particolare ringraziamento lo devo a Fabio Erba che mi è stato di enorme supporto in fase di scrittura, dandomi instancabilmente informazioni precise e avendo sempre una risposta a qualsiasi mio dubbio (e a qualsiasi ora).

Fabio–   Con che criterio hai associato i doppiatori ai personaggi? (provini etc…)
Monica–  Istinto (supportato dall’esperienza)

Fabio–   Durante il doppiaggio quali sono stati i passaggi più difficili? I più divertenti?
Monica–  Gli attori erano entusiati, si sono divertiti, la prima difficoltà è solo “acchiappare il personaggio”; una volta fatto è una passeggiata in discesa. Il passaggio più divertente? Forse la canzone del trio Drombo. Per “imprimere” movimento alla voce, facevamo tutti una specie di balletto: Ubaldi (Tonzula) sembrava un’hawaiana ubriaca, la Magnaghi (Miss Dronio) sul refrain scoppiava regolarmente a ridergli in faccia e Bottale (Boyaki) si è spacciato per un cantante e non beccava una nota…scherzo: sono stati bravissimi. NeI montaggio della clip tutto questo è stato tagliato per motivi di pudore…

Fabio–   Ci sono state censure?
Monica–  Stamattina il film va alla censura. Personalmente, pensando ai bambini che lo vedranno, ho solo edulcorato la scena di sesso tra Yattacan e la Vergine di ferro (l’ho doppiata io, so che è il personaggio più odiato dai fan e ho voluto risparmiare la patata bollente alle colleghe).

Fabio–    Lo sai che per noi fan di Yattaman passerai alla storia e sarai nei secoli “cristallizzata” nei nostri cuori. Dopo questa esperienza saresti pronta a “spararti”  tutte le 108 puntate di yattaman?!?!? ^_^ (scherzo). Dopo questa esperienza cosa ne pensi del mondo di yattaman?

Monica–  Le 108 prometto che le vedrò appena ho un po’ di tempo libero. Anche voi resterete nel mio perché tutto questo entusiasmo ha dato una boccata di ossigeno alla mia parte bambina. Il mondo di yattaman è una figata.

Fabio–   Ed ora come ci saluti….?
Monica-  Spero che il film vi piaccia, noi ce l’abbiamo messa tutta, ma soprattutto spero che rimaniate così belli e pieni di poesia pur in un’epoca così fetente. Yatta monda a tutti!

Questa è la versione “veloce” e testuale di un’intervista molto più estesa in formato audio

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