{"id":3635,"date":"2011-02-12T22:43:44","date_gmt":"2011-02-12T21:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.newbokan.net\/index\/?p=3635"},"modified":"2011-02-24T18:38:09","modified_gmt":"2011-02-24T17:38:09","slug":"takashi-miike-yattaman-gli-anime-e-go-nagai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.newbokan.net\/index\/index.php\/takashi-miike-yattaman-gli-anime-e-go-nagai","title":{"rendered":"TAKASHI MIIKE, Yattaman, gli anime e Go Nagai"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo articolo di Alessandro Montosi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><\/em><\/strong>Grazie al boom ottenuto nel 1972 dalla serie tv Mazinga Z ideata da Go Nagai e prodotta dalla Toei Animation, nel corso degli anni \u201970 in Giappone dilagano le avventure animate di giganteschi robot guerrieri che combattono spettacolarmente in difesa dell\u2019umanit\u00e0. Oltre al capostipite, Nagai crea di l\u00ec a poco altri celebri robot guerrieri come Il Grande Mazinga, Goldrake e Jeeg Robot d\u2019Acciaio, mentre anche altri autori e altre societ\u00e0 si mettono a produrre opere dello stesso filone. Tutte quante le serie sono accomunate da ricorrenti scene in cui i comandanti nemici vengono rimproverati, a volte anche puniti, dai loro superiori per le loro continue ed umilianti sconfitte: \u201cInetto! Sempre a dire \u2018stavolta ce la far\u00f2\u2019 e invece nient\u2019altro che fallimenti!\u201d, grida ad esempio il Dottor Inferno al suo sottoposto Barone Ashura in Mazinga Z.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl successo delle serie robotiche e le sventure dei nemici, offrono lo spunto ai produttori della Tatsunoko per la creazione di un nuovo tipo di serie animata coi robot, dotata di risvolti umoristici e demenziali, dove il maggior interesse  \u00e8 dato proprio dalle tragicomiche vicende dei cattivi. Si tratta del cosiddetto filone delle Time Bokan, iniziato nel 1975 con la serie tv omonima, dove ad un trio di simpatici \u201cnemici\u201d destinati inesorabilmente a perdere, si oppongono dei ragazzi bellissimi ma antipaticissimi. Oltre a parodiarne i robot, gli autori delle Time Bokan attingono da Nagai anche l\u2019umorismo malizioso che caratterizzano altri suoi manga e opere animate come Cutie Honey (inedita in Italia), basti pensare che i buffi copricapi di alcuni personaggi della prima Time Bokan sono ispirati a dei reggiseni.<br \/>\nDi questo filone umoristico comprendente diverse serie tv, tra le quali &#8220;Calendarmen&#8221; e &#8220;I predatori del tempo&#8221;, quella pi\u00f9 famosa in Italia e in Giappone \u00e8 senz\u2019altro Yattaman (108 episodi prodotti tra il 1977 e il 1979) in cui troviamo lo scapestrato \u201cTrio Drombo\u201d formato da Miss Dronio, splendida parodia delle sexy nemiche presenti in Cutie Honey, destinata a ritrovarsi spesso coi vestiti strappati, Boyakki, magro e con un vistoso nasone che costituisce la mente del gruppo e Tonzula, grosso e forzuto, ma poco intelligente.<br \/>\nIl Trio seguendo gli ordini del misterioso Docrobei, cerca di mettere le mani sui frammenti che compongono la Docrostone, pietra magica dai misteriosi poteri ricercata anche dai bellissimi e per certi versi antipaticissimi Ganchan e Janet che, insieme alla loro mascotte Robbie Robbie e all\u2019aiuto dei loro buffi ed enormi animali-robot (Yattacan, Yattapellicano, Yattapanda, Yattaking,\u2026), finisce inevitabilmente per sconfiggere sempre il Trio.<br \/>\nTra i tanti meriti di quest\u2019anime va ricordato l\u2019indimenticabile meka design di Kunio Okawara, ideatore anche di Daitarn 3 e Gundam, autore di tutti i buffissimi e indimenticabili mezzi e robot meccanici presenti in molte serie Time Bokan, alcuni dei quali vere e proprie parodie delle \u201cMacchine della morte\u201d di Daitarn 3.<br \/>\nPer celebrare il trentesimo anniversario di Yattaman al regista Takashi Miike f\u00f9 affidato il compito di dirigere l&#8217;adattamento cinematografico con attori in carne ed ossa.<br \/>\nLa sua anteprima europea in versione originale giapponese al Far East Film Festival di Udine nel maggio 2009 riscosse una calorosa accoglienza dei fan italiani sorprendendo persino il produttore Yoshinori Chiba che nel suo blog scrisse: \u201cGrande applauso e urla di gioia hanno accompagnato l\u2019apparizione del maialino sulla palma a Udine. \u00c8 accaduto solo in Italia\u201d.<br \/>\nNel 2011 arriva finalmente la versione italianizzata, grazie al coraggioso e lodevole impegno del piccolo distributore indipendente Officine UBU. Nonostante la distribuzione in sole quattro citt\u00e0 italiane nel suo weekend d\u2019esordio o la miope mancanza di interesse da parte della critica cinematografica nostrana, il film \u00e8 destinato a lungo a far parlare di s\u00e9.<br \/>\nBasti pensare al titolo, cambiato dall\u2019originale \u201cYatterman\u201d a \u201cYattaman\u201d, per rispettare la volont\u00e0 di Chiba che, in accordo con Miike, (e l&#8217;insistenza dei newbokan) ha posto, come condizione necessaria alla distribuzione nel nostro paese, il mantenimento dell\u2019adattamento dell\u2019edizione italiana degli anni \u201980, il cui rispetto, nel doppiaggio italiano del film, \u00e8 stato garantito dal coinvolgimento di Fabio Erba, il maggiore esperto italiano di Time Bokan, nonch\u00e9 autore del libro &#8220;Yattaman, Calendarmen e le altre Time Bokan&#8221;.<\/p>\n<p>La storia inizia nel corso di una battaglia tra gli Yattamen e il Trio Drombo. Ganchan entra in scena imitando l\u2019apparizione di Kyashan nella sigla di testa dell\u2019anime omonimo degli anni \u201870.  C&#8217;\u00e8 anche Yattacan, qui verniciato completamente in rosso e con un design completamente diverso, ma ancora bisognoso del suo \u201ctonico\u201d per combattere al meglio, la meccanica di produzione dei robottini \u00e8 invece fedele alll\u2019originale di Okawara.<br \/>\nMiss Dronio pi\u00f9 sexy che mai, ma sfortunata e pasticciona come al solito, sprona i suoi scagnozzi a combattere tra le macerie di una citt\u00e0 che hanno ormai distrutto.<br \/>\nIn questa citt\u00e0 si intravede la statua de L\u2019ape Mag\u00e0, citata anche in un manifesto appeso su un palazzo alla destra dello schermo in tutte le scene che mostrano l\u2019uscita di Yattacan dalla sua base, omaggio di Miike e dei produttori a Tatsuo Yoshida, fondatore insieme ai suoi due fratelli della Tatsunoko. Le citazioni non finiscono qui perch\u00e9 Robbie Robbie, nella maggior parte delle scene realizzato in computer grafica, chiama in causa anche il Cosmopavone  uccello magico al centro della disputa tra buoni e cattivi in Calendarmen. (<strong>Solo <\/strong>nella versione italiana suggerita da newbokan che omaggia la seconda serie pi\u00f9 famosa in Italia, NDR).<\/p>\n<p>Dopo la battaglia, un breve riassunto esplicativo fa chiarezza sulla situazione: per volere dell&#8217;auto nominato re dei ladri Docrobei, il Trio Drombo vuole mettere le mani su tutti i pezzi che compongono la magica pietra Docrostone, ma sul loro cammino trovano gli Yattamen Ganchan e Janet che, con l\u2019aiuto del loro robot parlante Yattacan e dei piccoli ma sempre sorprendenti robot sorpresa, sono decisi a ostacolare i piani dei loro nemici. Sebbene Ganchan non abbia ancora capito a cosa serva la Docrostone (parodiando cos\u00ec i tanti eroi impulsivi che popolano l\u2019animazione giapponese, disposti a gettarsi nella mischia senza aver ben chiara la situazione), insieme alla sua ragazza si rende disponibile ad aiutare la giovane Shoko, orfana di madre e in possesso di un pezzo della magica pietra, il cui padre (strepitosa caricatura di Indiana Jones) \u00e8 misteriosamente scomparso in Negitto (come nella serie tv, luoghi e paesi reali sono citati volutamente in modo errato nel film) mentre si trovava sulle tracce della Docrostone, lasciando cos\u00ec Shoko completamente orfana, vale a dire, come essa stessa si definisce, la \u201cclassica sfigata degli anime giapponesi\u201d(<strong>Solo <\/strong>nella versione italiana suggerita da newbokan), destinata a una vita impervia fatta di continui disagi e ulteriori complicazioni, la cui presenza in scena \u00e8 spesso accompagnata da un brano strumentale triste e malinconico, fungendo allo stesso tempo anche da auto-parodia del regista ai tanti personaggi vittima della solitudine che popolano il suo cinema. il tutto prosegue tra:<br \/>\n&#8211; viaggi in giro per il mondo;<br \/>\n&#8211; siparietti musicali, la tradizionale canzone del Trio Drombo, qui ben doppiata in italiano;<br \/>\n&#8211; siparietti esplicativi, come nella serie tv, appaiono all\u2019improvviso buffi personaggi che spiegano, ad esempio, come funziona il \u201ctonico\u201d di Yattacan;<br \/>\n&#8211; parodie di elementi ricorrenti nelle serie animate degli anni \u201970 dei robot nagaiani, su tutte il robot \u201cVergine di Ferro\u201d, pi\u00f9 che evidente riferimento ai robot nagaiani femminili come Afrodite A di Mazinga Z e Venus Alfa de Il Grande Mazinga, entrambi dotati di \u201cmissili pettorali\u201d che fuoriuscivano dal proprio seno;<br \/>\n&#8211; citazioni delle serie ispirate ai manga di Leiji Matsumoto, l\u2019impervio destino che attende Shoko, ricorda quanto accade in Galaxy Express 999, ma allo stesso tempo vale anche come auto-parodia miikeiana del finale di Fudo;<br \/>\n&#8211; cammei dei doppiatori originali giapponesi del Trio, li si vede nella scena al ristorante, quando il Trio riconosce una voce famigliare tra i clienti del locale;<br \/>\n&#8211; storie d\u2019amore impossibili, il coinvolgimento sentimentale tra Miss Dronio e Ganchan, che scatena le ire di Boyakki, innamorato senza speranza della sua sexy compagna di sventura, e di Janet, decisa a non farsi portare via il ragazzo dal quale, come molte protagoniste di tanti anime, attende di ricevere finalmente un bacio;<br \/>\n&#8211; esplosioni a forma di teschio, punizioni inferte da Docrobei ai suoi sottoposti per i loro fallimenti;<br \/>\n&#8211; l\u2019entrata in scena di nuovi robot ideati dal Trio Drombo, come accadeva sempre coi robot nemici nelle serie robotiche nagaiane, accompagnata dall\u2019apparizione sullo schermo della tradizionale scritta in giapponese con il nome del robot.<\/p>\n<p>Scorrono cos\u00ec piacevolmente i 111 minuti di durata della pellicola, la quale, come in tanti anime degli anni \u201970 e di oggi, prevede dopo i titoli di coda, anche l\u2019anticipazione della prossima puntata!<\/p>\n<p>E che c\u2019entra Miike con tutto questo, si staranno chiedendo i profani e i poco avezzi frequentatori del variegato mondo della cultura giapponese. In realt\u00e0, il geniale regista giapponese, noto in Italia principalmente per le sue opere pi\u00f9 horror e violente come Audition, Ichi the killer e Imprint (da noi ribattezzato \u201cSulle tracce del terrore\u201d) episodio della prima stagione del telefilm Masters of Horror, aveva gi\u00e0 pi\u00f9 volte avuto a che fare con il mondo dei manga.<br \/>\nFin dal suo periodo di formazione professionale, al secondo anno della scuola di cinema, partecip\u00f2 come assistente alla realizzazione di un telefilm derivante da Black Jack, manga incentrato su un medico fuorilegge frutto della fantasia di Osamu Tezuka.<br \/>\nA quel primo \u201ccontatto\u201d col mondo fumettistico, ne fanno seguito molti altri, dato che Miike realizza svariati adattamenti di manga, a volte per la tv (MPD Psycho), altre volte e pi\u00f9 spesso per il mondo del cinema (Ichi the killer, Fudo \u2013 The New Generation), spingendosi persino ad omaggiare, nel 2004,  con Zebraman, alla cui lavorazione partecipa anche Ichiro Mizuki, leggendario cantante delle sigle nipponiche di telefilm di fantascienza e di anime come Kyashan, Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Capitan Harlock, Jeeg Robot d\u2019Acciaio, ecc.., il filone dei tokusatsu (lett. \u201ceffetti speciali\u201d),.<br \/>\nL&#8217;aspetto iniziale di Docrobei nel film Yattaman, con quella sua enorme testa a forma di teschio, ricorda molto i personaggi dei tokusatsu.<br \/>\nMiike, si \u00e8 definito un grande fan di Yattaman al punto da replicare nel suo film molte delle sequenze del cartone.<br \/>\nHa spesso inserito nelle sue altre opere elementi che sembrano riecheggiare le opere di Go Nagai.<br \/>\nIl ricorrere di personaggi ermafroditi o sessualmente ambigui (spesso presenti anche nelle opere nagaiane, basti pensare al Barone Ashura in Mazinga Z, Satana nel manga di Devilman, Gandal in Goldrake, Tatsuma Mido nei manga Guerrilla High e Violence Jack), la versatilit\u00e0 nell\u2019affrontare i generi pi\u00f9 diversi e impensabili (come il western all\u2019italiana, amatissimo da Nagai e oggetto di remake da parte di Miike con la sua versione di Django di Sergio Corbucci), l\u2019estrema e insostenibile sadica violenza di alcune opere per soli adulti (il manga nagaiano Violence Jack e il film Audition di Miike), sono tutti elementi che accomunano Miike e Nagai. Quest\u2019ultimo, infatti, fin dai tempi del suo manga horror Devilman ha operato spesso folli mutazioni come i gi\u00e0 citati \u201cmissili pettorali\u201d di Afrodite A e Venus Alfa, inseriti da Nagai nelle avventure dei Mazinga per rimanere coerente col suo iniziale e travolgente successo di autore comico-erotico in Giappone (iniziato nel 1968 col manga Harenchi Gakuen, \u201cScuola senza pudore\u201d, da noi inedito).<br \/>\nGenere che ha continuato a frequentare nel corso degli anni con opere come Kekko Kamen, dove la combattiva protagonista, completamente nuda se non per una maschera che le copre il volto e un paio di stivali, non esita ad abbattere i suoi nemici maschi facendo uso di armi &#8220;impropriamente sexy&#8221;, ricorrendo al suo irresistibile e demenziale \u201cattacco a gambe divaricate\u201d, o come il pi\u00f9 recente manga Mazinger Angels, parodia erotica-robotica delle Charlie\u2019s Angels dove tornano i robot femminili degli anni \u201970, stavolta dotati di ben pi\u00f9 imprevedibili e audaci armi collocate nei seni.  Proprio come la \u201cVergine di Ferro\u201d del film Yattaman che, seducendo Yattacan, fa inoltre il verso alla \u201cmitica\u201d storia d\u2019amore tra robot che vedeva coinvolti Mazinga Z e la \u201ccattiva\u201d Minerva X nell\u2019ep. 38 (divenuto di culto in Giappone, ma purtroppo inedito in Italia) della serie tv degli anni \u201870.<br \/>\nL\u2019ultima e pi\u00f9 sorprendente caratteristica che accomuna i due artisti e che ritroviamo anche in Yattaman, riguarda l\u2019aspetto delle \u201cteste\u201d dei personaggi negativi, i quali sia in Nagai che in Miike spesso sono tutt\u2019altro che semplici e banali \u201ccattivi\u201d, ma personaggi dotati di una propria complessit\u00e0 interiore. Fin dai tempi di Mao Dante, una caratteristica specifica di molti dei personaggi demoniaci e negativi che popolano le opere di Nagai, \u00e8 quella di avere pi\u00f9 di un volto sul proprio corpo. In Mao Dante, in mezzo agli occhi del Re Demone Dante, dopo che esso ha divorato il corpo del giovane Ryo Utsugi, muta la porzione di viso umano l\u00ec collocata: al posto del precedente volto umano, appare quello di Ryo, destinato prima ad assistere impotente alla distruzione provocata dal mostro, poi ad assumerne il controllo del corpo, ritrasformandosi in essere umano. L\u2019intuizione del doppio viso con cui rappresentare demoni e mostri, \u00e8 poi riproposta e perfezionata nel pessimistico manga di Devilman, dove le creature demoniache nemiche del protagonista possiedono spesso ben pi\u00f9 di un grottesco volto umano: oltre alla tradizionale testa collocata sulle spalle, possono avere altri grotteschi visi e occhi disseminati ovunque sul proprio corpo, come nel caso di Zenon, la cui testa possiede ben tre volti dotati di parola: uno al centro, uno sulla sinistra e uno sulla destra del cranio. La scelta estetica prosegue coi mostri guerrieri e i loro comandanti del regno di Mikene ne Il Grande Mazinga, dove tutti loro sono dotati di due o pi\u00f9 volti (a volte dai tratti umani, altre volte dalle fattezze orripilanti), collocati nelle parti pi\u00f9 impensabili di un corpo: sull\u2019estremit\u00e0 di un braccio, a rovescio sopra il collo, sullo stomaco, sul torace, all\u2019interno di un seno. Particolarit\u00e0 comune a tutti loro \u00e8 che non \u00e8 quasi mai il volto collocato sulle spalle a parlare e a esercitare il controllo dei movimenti, ma bens\u00ec quello alternativo collocato in un\u2019altra parte del corpo. Ad esempio, nel caso del Generale Nero, il volto parlante e pensante del personaggio si trova posizionato sullo stomaco. Ultimo e pi\u00f9 celebre esempio di questa galleria di nemici nagaiani, \u00e8 Gandal nell\u2019anime Goldrake. Nelle prime puntate della serie esso \u00e8 rappresentato come un individuo dal volto maschile, la cui faccia pu\u00f2 improvvisamente e letteralmente \u201caprirsi\u201d per far fuoriuscire la propria controparte femminile, Lady Gandal, una piccola streghetta vestita di rosso, dotata di voce propria e di una personalit\u00e0 autonoma, spesso dominante, isterica e aggressiva, che la porta a entrare in conflitto e a infuriarsi con Gandal. Nel corso della serie, l\u2019aspetto di Lady Gandal cambia, ma il forte attrito tra le due personalit\u00e0, dopo essersi momentaneamente assopito, torna ad esplodere giungendo ad esiti tragici.<br \/>\nAnche Takashi Miike ricorre all\u2019espediente del doppio volto nel suo episodio dei Masters of Horror. Censurato negli USA per via dei suoi contenuti ritenuti troppo violenti e orripilanti, Imprint ci presenta la vicenda di una prostituta misteriosa che nasconde un imprevedibile segreto, legato a sua \u201csorella\u201d. Tra i capelli della testa della donna, infatti, vi si trova un secondo volto. A quel volto appartiene una vera e propria seconda personalit\u00e0, svolge la funzione dominante sulla sua \u201csorella\u201d umana, riuscendo a piegarne la resistenza psicologica e a imporle di fare tutto quello che vuole.<br \/>\nUn conflitto tra due personalit\u00e0 che convivono all\u2019interno di un unico corpo e che entrano in conflitto tra loro, \u00e8 presente anche nella sequenza finale di Yattaman, dove avviene la resa dei conti con Docrobei e che rappresenta il momento pi\u00f9 esplicitamente miikeiano dell\u2019intero film, dando cos\u00ec la possibilit\u00e0 al regista di distaccarsi dall\u2019anime originale. Toltosi il teschio che indossava sulla testa, il personaggio mostra un volto umano ai suoi antagonisti, che appartiene per\u00f2 a un uomo che aveva in precedenza \u201cassorbito\u201d, ovviamente in un modo pi\u00f9 demenziale che inquietante..<br \/>\nLa personalit\u00e0 dell\u2019uomo e del malvagio entrano per\u00f2 in conflitto, dando cos\u00ec vita ad un divertente battibecco tra le due personalit\u00e0, interpretabile sia come un\u2019auto-parodia della mostruosa donna di Imprint, sia come un omaggio a tutti quei personaggi di anime e manga dotati di due personalit\u00e0 e di due voci in conflitto tra loro, come il gi\u00e0 citato caso di Gandal, come quello di Gemini nei Cavalieri dello Zodiaco e come quello del detective protagonista con tre personalit\u00e0 di MPD Psycho, manga adattato per la tv proprio da Miike.<\/p>\n<p>Tradizione delle Time Bokan, elementi di estetica nagaiana, parodie, malizia e auto-ironia di Miike, finiscono cos\u00ec per fondersi armonicamente nel corso di questo film, dando cos\u00ec vita ad uno dei migliori e pi\u00f9 fedeli adattamenti \u201clive\u201d di un anime mai realizzato per il grande schermo, che, unito al meticoloso lavoro svolto da Fabio Erba e dalla direttrice di doppiaggio Monica Pariante per la creazione dell\u2019edizione italiana, fanno di esso un appuntamento imperdibile per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno seguito e amato il fantastico mondo di Yattaman, dei robot giganti e dell\u2019animazione giapponese tout court, fornendo inoltre un\u2019importante occasione per poter far entrare in contatto tra loro la nutrita e ampia schiera delle diverse generazioni di fan italiani degli anime (si registrano anche fragorose risate di bambini alla proiezione in sala del film, a cui ha assistito chi scrive), con coloro che hanno fin qui faticosamente seguito e apprezzato il cinema d\u2019autore di Takashi Miike, che approda per la prima volta in sala con una sua pellicola in versione italiana!<br \/>\n\u00c8 dunque un\u2019occasione irripetibile per poter veder realizzato il fortunato esito auspicato dallo stesso Miike: \u201cSar\u00e0 il pubblico italiano che pi\u00f9 apprezzer\u00e0 questo film nel mondo!\u201d Yatta, Yatta, Yattaman!<\/p>\n<p><strong>Alessandro Montosi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo articolo di Alessandro Montosi Grazie al boom ottenuto nel 1972 dalla serie tv Mazinga Z ideata da Go Nagai e prodotta dalla Toei Animation, nel corso degli anni \u201970 in Giappone dilagano le avventure animate di giganteschi robot guerrieri che combattono spettacolarmente in difesa dell\u2019umanit\u00e0. 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